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Tecnica fotografica
| 12 Mag 2008 |
Ci sono molti modi di praticare la macrofotografia, sfruttando varie tecniche, utilizzando vari obiettivi e fotografando in diverse ore delle giornata. La scelta di una tecnica o di un obiettivo piuttosto che un altro ricade certamente nei gusti personali e nella sfera della soggettività , ciò inteso in stretta relazione con quanto il fotografo vuole ottenere come risultato finale.In questo breve articolo vi parlerò di un approccio alla macrofotografia di insetti che ritengo essere il migliore, senza dubbio, se si ha come scopo principale quello di rappresentare e riprodurre nel modo più fedele possibile l'insetto che stiamo fotogrando, ragionando sulla composizione della fotografia, sulla scelta migliore dei tempi e dei diaframmi da usare. Sto parlando della macrofotografia praticata all'alba, nelle primissime o ultime  ore del giorno, quando si presentano le condizioni ideali per fotografare gli insetti,  che sono meno mobili o addirittura fermi rispetto alle altre ore della giornata. Sfuttare la luce diffusa del mattino o quella del tardo pomeriggio è utilissimo per contenere i contrasti luminosi presenti nel fotogramma e far risaltare al massimo i dettagli dei soggetti che stiamo fotografando. I raggi solari, nelle prime ore del mattino o verso sera, sono tali da non creare forti contrasti che altrimenti tenderebbero a nascondere molti dettagli nelle ombre chiuse o al contrario a farli letteralmente perdere nelle zone di alte luci. La luce del tramonto, tra l'altro, è molto gradevole per le tonalità calde che conferisce all'intera fotografia, unitamente alla caratteristica di luce radente che esalta la tidimensionalità di alcune superfici fotografate. Operativamente, fotografare al mattino o di sera offre molti vantaggi, come ho accennato in precedenza, per la scarsa mobilità degli insetti che ci accingiamo a fotografare. Ad esempio, fotografando all'alba, e' molto semplice scovare una bella farfalla, un bel dittero, un coleottero o una libellula intenti a riprendere al massimo le funzioni vitali dopo aver trascorso la notte sul posatoio da loro scelto. A questo punto non ci resta che studiare bene il soggetto, scegliere l'inquadratura che ci sembra più congeniale e comporre la foto in tutta tranquillità , sfruttando l'enorme vantaggio che ci offre il treppiede nella composizione ragionata di una fotografia.Fin qui sembra tutto semplice, e in effetti lo è, almeno fino al momento dello scatto. E' proprio a questo punto che dobbiamo mettere in pratica quanto abbiamo appreso sui libri di tecnica fotografica. Come impostare il diaframma? Che tempi usare? Come esporre la fotografia? Sono interrogativi che in un utente esperto e smaliziato trovano subito risposta, ma per un neofita possono sembrare insormontabili. Fortunatamente oggi, nell'era del digitale, possiamo scattare a volontà senza preoccuparci di nulla, e poi scegliere magari la foto migliore affidandosi alla dea bendata, ma non è facendo in questo modo che si impara a fotografare. E' molto meglio ragionare su ogni singolo scatto, cercare la migliore composizione e inquadratura in relazione al risultato che si vuole ottenere, valutando come esporre il soggetto che abbiamo davanti. Se abbiamo un soggetto chiaro su sfondo scuro e viceversa, ragioniamo su come effettuare l'esposizione, evitando di ottenere una foto sottoesposta o sovraesposta. Una foto può dirsi riuscita, nel 90% dei casi, se la messa a fuoco è corretta: focheggiare correttamente sul piano focale che scegliamo significa ottenere un soggetto nitido, nei limiti della profondità di campo ottenuta: quest'ultimo concetto è strettamente legato al concetto di diaframma, che può essere più o meno chiuso proprio in funzione della profondità di campo che vogliamo ottenere e in relazione al grado di sfocatura e pulizia dello sfondo.Se disponiamo di due obiettivi per macrofotografia, ad esempio un 100mm e un 180mm, e vediamo che lo sfondo è distante dal soggetto, utilizziamo il 100mm perchè avremo una resa più tridimensionale dell'insetto che stiamo fotografando. Correlato al diaframma c'è il concetto dei tempi di scatto: nelle prime ore del giorno e al tramonto la luce disponibile non è molta, per cui avremo a che fare sicuramente con tempi di scatto relativamente lenti, dell'ordine di 1/10 sec o più lenti al mattino, un pò più veloci al tramonto. In questi casi, oltre all'utilizzo del treppiede, è utile utilizzare un cavo di scatto e il sollevamento preventivo dello specchio per ridurre al minimo le vibrazioni ed evitare il pericolo di micromosso. Riguardo alla tipologia di luce da utilizzare, io personalmente prefersico quasi sempre la luce naturale, per mantenere l'atmosfera percepita al momento dello scatto, comunque in determinate situazioni l'utilizzo del flash può risultare comodo, meglio se montato su una staffa per distanziarlo dalla reflex e creare diverse situazioni luminose. Con questo breve articolo ho cercato di dare delle linee guida a chiunque desideri ottenere foto corrette tecnicamente e gradevoli dal punto di vista estetico, cercando nel contempo di valorizzare al massimo i soggetti ripresi: aspetto le vostre fotografie nel forum e ne discuteremo insieme ! Antonio
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2009 07:34 |
grazie molte, come spesso mi accade ultimamente rimango anche un po ' piacevolmente sorpreso nel senso che non mi aspettavo questo consenso per questa mia, dunque un doppio ...

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